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DECRETO FISCALE: LE PRINCIPALI NOVITA' IN MATERIA TRIBUTARIA

17/10/2018


Come di consueto, anche quest’anno il Governo si è apprestato a varare il Decreto Fiscale collegato alla Legge di Bilancio, all’interno del quale si trovano le varie misure ricollegabili alla c.d. pace fiscale, ormai  cavallo di battaglia del nuovo esecutivo.

Nonostante i rumours insistenti sulla possibile e più che probabile ipotesi di inserire all’interno del decreto una forma di condono sulle cartelle esattoriali, nella forma appetibile del c.d. saldo e stralcio, la bozza del testo definitivo ci ha rivelato che la nuova definizione delle cartelle di pagamento proposta dall’attuale maggioranza altro non è che una mera riproposizione delle già conosciute forme di “rottamazione” e di “rottamazione-bis”.

Non a caso, è stata denominata “rottamazione-ter”.

Accanto a quest’ultima, poi, il governo ha previsto una serie di altri istituti di definizione agevolata delle pendenze tributarie, afferenti le varie tipologie di atti che ordinariamente vengono recapitati al contribuente.

Cerchiamo di capire, in sintesi, le caratteristiche principali di ogni singola misura premiale contenuta nel “collegato” alla manovra di Bilancio.

ROTTAMAZIONE TER

La nuova edizione della definizione agevolata delle cartelle esattoriali prevede la possibilità di rateizzare il pagamento in 5 anni, con due versamenti semestrali entro il 31/7 e il 30/11 di ogni anno.

Il tasso, inoltre, sarebbe più che dimezzato rispetto alle versioni precedenti, passando dal 4,5% al 2% annuo.

Sono inclusi nella nuova rottamazione tutti i carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 fino al 31 dicembre 2017. Attraverso la procedura sono azzerati sia le sanzioni che gli interessi di mora. 

L’istanza di adesione va presentata entro il 30 aprile 2019.  I lunghi termini di pagamento (come indicato prima in 5 anni) hanno portato a stabilire un raccordo con le precedenti versioni della rottamazione, in modo da poter riconsiderare i contribuenti che non sono riusciti a rispettare le vecchie scadenze.

La nuova versione dell’istituto in esame, infatti, si estende sia a coloro che sono fuoriusciti dalla prima rottamazione, sia a coloro che hanno aderito alla rottamazione bis, purché vengano pagate, entro il 7 dicembre, tutte le rate scadute sino a ottobre 2018.

 

STRALCIO DELLE CARTELLE FINO A 1.000 EURO

Si prevede la cancellazione automatica di tutti i debiti con il fisco relativi al periodo che va dal 2000 al 2010 di importo residuo fino a 1000 euro.

L’importo va riferito all’intera somma in carico presso l’agente della riscossione, ovvero al totale dell’importo che si intimerebbe con la notifica della cartella di pagamento al contribuente.

Il discarico di tali somme sarà automatico, pertanto non servirà presentare alcuna istanza da parte del soggetto interessato, a differenza di ciò che avveniva in precedenti ipotesi di sanatorie.

 

DEFINIZIONE AGEVOLATA DELLA CONTROVERSIE TRIBUTARIE

Tale misura riguarderà le liti fiscali in cui il ricorso tributario è stato notificato alla controparte entro il 30 settembre 2018 e per le quali, alla data di presentazione della domanda di pace fiscale, il processo non si sia ancora concluso con pronuncia definitiva.

Nella fattispecie in esame, le controversie  pendenti potranno essere definite con il pagamento di un importo ridotto, vale a dire:

  • della metà del valore della lite, così come definito ai sensi dell’art. 12, comma 2, del D. Lgs. n. 546/92,  in caso di soccombenza dell’agenzia delle entrate nella pronuncia di primo grado;
  • del 20% del medesimo valore in caso di soccombenza dell’ufficio nella pronuncia di secondo grado.

Mentre, per le controversie aventi ad oggetto esclusivamente sanzioni non collegate al tributo e interessi di mora, si dovrà pagare il 15% del valore della lite nel caso in cui nell’ultima o unica pronuncia delle Commissioni sul merito il contribuente sia risultato vittorioso. Negli altri casi, l’importo dovuto sarà invece pari al 40%.

 

DICHIARAZIONE INTEGRATIVA ED IMPOSTA AL 20% PER REDDITI NON DENUNCIATI NEGLI ULTIMI 5 ANNI

La misura in esame prevede la possibilità di pagare un’imposta forfettaria del 20% per sanare i redditi non dichiarati negli ultimi 5 anni, a condizione, però, che il contribuente interessato abbia comunque presentato la dichiarazione dei redditi alle scadenze ordinarie.

Sarà prevista, infatti, l’opzione di dichiarazione integrativa ma con la possibilità di far emergere fino ad un massimo del 30% in più rispetto alle somme già dichiarate.

Non è ancora certo se l’imposta sostitutiva del 20% comprenderà anche l’IVA, per cui si attendono maggiori dettagli dalla versione definitiva del decreto che verrà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. 

Per informazioni più dettagliate, scriveteci all’indirizzo: info@danielebrancale.it

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