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LA PRIMA BOZZA DELLA PACE FISCALE ARRIVA SUL TAVOLO DEL GOVERNO

06/09/2018


Forse è giunta l’ora di dire “Ci siamo..”.

Martedì 4 settembre, sul tavolo del Ministro Salvini, è arrivata la prima bozza ufficiale della c.d. “pace fiscale”, la misura che consentirà a milioni di cittadini ed imprese di stralciare i propri debiti con il fisco, anche nell’ottica di una rinascita economica ed imprenditoriale.

A questo punto, dopo l’ok definitivo del leader leghista, si dovrà attendere soltanto l’annuncio ufficiale di quella che per molti rappresenterà una vera e propria ancora di salvataggio dalla crisi che ha investito l’Italia nell’ultimo decennio.

Annuncio, che con tutta probabilità, dovrebbe trovare posto nella prossima manovra finanziaria, in concomitanza con lo scadere dell’anno e con il varo della c.d. “Legge di stabilità”.

Per tutti coloro che non hanno avuto ancora modo di prendere contezza di quello che prevederà il nuovo strumento deflativo, si ricorda che la misura all’esame del governo dovrebbe consentire ai contribuenti che hanno debiti iscritti a ruolo presso l’ex Equitalia, di chiudere la propria posizione debitoria, con un accordo “a saldo e stralcio”, versando una somma che oscillerà fra il 6% ed il 25% del debito esistente.

L’attribuzione dell’aliquota più favorevole dipenderà, come è ovvio, dal grado di solvibilità del debitore, oltreché da una serie di elementi in grado di determinare l’effettivo stato di indigenza dello stesso.

Per quel che riguarda, invece, il limite di accesso al nuovo regime premiale, gli ultimi rumours parlano di un tetto massimo di € 100.000 come somma condonabile, superato il quale non sarà possibile usufruire del beneficio.

Non è da escludere, tuttavia, che il limite possa riguardare la singola cartella esattoriale e non l’intero carico iscritto a ruolo.

Uno degli aspetti più ostici, per quel che concerne l’attuazione della misura, potrebbe essere rappresentato, a parere di chi scrive, dalla difficoltà di inserire nelle somme condonabili anche le pendenze debitorie relative all’imposta sul valore aggiunto, dal momento che, come è possibile presagire, un’ipotetica falcidia dell’Iva potrebbe essere ritenuta incompatibile con i principi comunitari.

Da qui, due le possibilità all’esame del governo: la prima, estromettere dalle somme definibili le cartelle esattoriali riferite all’IVA; la seconda, forzare la mano contro l’Unione Europea ed includere anche tali somme, giustificando un simile comportamento con la necessità di fare cassa al fine di soddisfare interessi economici prevalenti. 

Inoltre, si potrà dimostrare all’UE che in alcun modo la scelta dovrebbe essere considerata come rinuncia “facile” alla riscossione del tributo, piuttosto, come ultimo ed inevitabile tentativo di recuperare “l’irrecuperabile”.

Alla luce di tutto quanto appena esposto, quindi, si consiglia di valutare con estrema attenzione ogni possibile mossa collegata alla futura ricezione di atti esattoriali, considerato il fatto che la c.d. pace fiscale potrebbe estendersi anche alle liti in corso pendenti presso i vari Collegi giudicanti.

A tal proposito, qualora siate interessati ad informazioni più dettagliate sull’argomento, vi invitiamo a rimanere costantemente aggiornati sul nostro sito, dove, gradualmente, verranno esposti tutti gli ultimi aggiornamenti sul tema.

Oltre a ciò, non esitate a contattarci, telefonicamente o via mail, per eventuali consulenze personalizzate circa l’ottenimento di consigli utili in relazione alla migliore strategia da adottare in vista dell’imminente arrivo della misura premiale.

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